Da un punto di vista sociologico, il linguaggio è la chiave di volta della cultura, perché senza di esso la cultura non esisterebbe. La cultura che per definizione è un modello condiviso e complesso di pensieri, di emozioni, di conoscenze e di credenze non potrebbe passare da un individuo all’altro, né trasmettersi da una generazione all’altra, se non esistesse il mezzo della parola, parlata o scritta.
Il linguaggio apre alla storia gli esseri umani, anche quando una parte di essi scompare dalla terra, dando loro l’accesso alle conoscenze e alle esperienze accumulate dalle generazioni precedenti. Attraverso il linguaggio veniamo introdotti all’esperienza collettiva della nostra società. Inoltre il linguaggio ci permette di dare un significato al mondo e senza l’acquisizione del linguaggio non potremmo nemmeno pensare.
Da questa premessa risulta perciò importantissimo ampliare la conoscenza linguistica e aggiungere alla lingua madre altre lingue in modo da potenziare la padronanza interattiva e l’interculturalità dei popoli, così facendo si passerebbe dalla socializzazione limitata e ristretta del monolinguismo, a quella più ampia, eterogenea, del plurilinguismo che rafforzerebbe la chiave di volta che regge tutte le culture del mondo.
A cura di Ieris Astolfi
