Alla Ricerca dell’Inglese Perduto: Imparare le Lingue da Adulti

inglese per adulti

L’apprendimento di una lingua straniera in età adulta, se da un lato permette di acquisire una maggiore e migliore competenza sociale, relazionale, lavorativa e culturale, dall’altro risveglia e riaccende quelle capacità cognitive linguistiche un tempo possedute e poi perse durante il percorso di crescita.

Oggi la scienza cognitiva ci informa che la potenzialità di apprendere linguaggi è preponderante e potente nella prima infanzia al punto tale che, se non alimentata attraverso l’esperienza, la nostra intelligenza linguistica tende a decrescere con il passare degli anni. È necessario ritrovare e riaprire la cassetta degli attrezzi cognitivi che nell’infanzia è stata utile nel processo di apprendimento linguistico; il riutilizzo di quegli strumenti consentirà il risveglio di competenze cognitive innate, che dalla nascita ogni persona possiede.

I bambini nei primi mesi di vita sono in grado di pronunciare i suoni presenti in tutte le lingue: questo dimostra che, potenzialmente, ogni neonato può apprendere qualsiasi lingua. Tra gli otto e i dieci mesi circa, i suoni non presenti nella lingua dei genitori, o del contesto socio-culturale di vita, spariscono e il bambino inizia a pronunciare solo quelli presenti nel suo ambiente, selezionando i suoni che ascolta dall’adulto. L’apparato di acquisizione della lingua è innato e questo dispositivo viene rinforzato e alimentato o supportato dall’interazione comunicativa con le figure adulte di riferimento.

Risulta quindi evidente l’importanza di risvegliare in età adulta quel dispositivo innato attraverso l’apprendimento di una lingua straniera, poiché nel tempo nulla è perso e basta poco per riattivarlo: il bisogno, la motivazione e l’interesse verso una nuova lingua sono sufficienti per ritrovare le competenze e dotazioni linguistiche di un tempo.

a cura di Ieris Astolfi

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